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VENTO E SOLE A FUERTEVENTURA di Marina V.

Alloggiamo a Corralejo, nell’estrema punta settentrionale, dove la spiaggia è nera per le rocce laviche ma la sabbia bianca ed il mare verdissimo. Di fronte, spettacolari, Lanzarote e l’isolotto de los Lobos.

Tanto vento, che inganna e non lascia sentire il bruciore del sole che invece ci scotta come non mai. La cittadina ha case bianche, balconi fioriti, ricorda un po’ la Grecia, stranamente.
La struttura è carinissima, semplice ma curata, spaziosi appartamentini,  un giardino tropicale pieno di fiori e una piscina.

Con una Panda a noleggio giriamo l’isola, cominciando dalle dune spettacolari di Corralejo, di sabbia bianco abbagliante punteggiata di gigli, il mare è smeraldo e il paesaggio alle nostre spalle quasi lunare.
Dall’altra parte dell’isola, dopo aver incontrato La Oliva, villaggio bianco circondato di coni vucanici e con bei monumenti in pietra lavica, troviamo El Cotillo. Suggestiva, con un faro bianco e rosso affascinante proteso sull’oceano, spiagge candide intervallate da rocce nere, piccole baie verdi e turchese.

Calete de Fuste, sulla costa orientale, delude: terribilmente turistica, un agglomerato di residence e hotel e negozi senza più niente di autentico, una spiaggia grigiastra e davanti il nulla. Decisamente Corralejo è un’altra cosa.
Più a sud si attravesano le vallate spettacolari del Malpais e si ritrova l’oceano a Gran Tarajal e Playitas, case di pescatori, tanti fiori e spiagge di sabbia nera.
Ancora più a sud, attraverso scenari grandiosi di coni vulcanici, vallate brulle punteggiate di oasi, si arriva a Las Playas de Jandia, distesa sconfinata di spiaggia bianca dove l’insinuarsi dell’oceano crea disegni surreali.
Più avanti ancora, su strade sterrate, El Cafete: spettacolare e inquietante, scogliere nere che si sprofondano nelle sfumature dell’oceano, che qui forma onde paurose, coni rossi e neri di lava, enormi cespugli di Euphorbia, capre e asinelli sui sentieri scoscesi.

 

Un altro giorno affrontiamo l’ovest, sempre attraverso paesaggi primordiali e valli da cui sembra di veder spuntare i dinosauri. Sulla costa Cueva de Agui, villaggetto di pescatori su una collina prospiciente una spiaggia nera  racchiusa de scogliere anch’esse nere, scavate da grotte come una groviera.
Si rientra all’interno, nel Parque Natural de Betancuria dove la strada si snoda in tornanti infiniti tra montagne rosse a perdita d’occhio fino all’oceano e l’illusione è di salire ad altezze vertiginose, mentre in realtà si superano a mala pena gli 800 metri.
Betancuria, alla fine della strada, è l’antica capitale dell’isola, gioiellino di luce e fiori.

Splendida settimana, Fuerteventura è una meraviglia di natura, ospitalità e gastronomia. Il vento non ti abbandona un istante, ma forse se non ci fosse in estate l’isola sarebbe invivibile per il caldo torrido.

  • Fuerte Malpais
  • Autore: rosalba
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  • Fuerte Betancuria
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  • Fuerte El Cafete
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  • Fuerte El Cotillo
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Ultima modifica il Giovedì, 28 Maggio 2015 17:08

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