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Racconti viaggi visitatori

Racconti viaggi visitatori (6)

I vostri racconti di viaggio

Alloggiamo a Corralejo, nell’estrema punta settentrionale, dove la spiaggia è nera per le rocce laviche ma la sabbia bianca ed il mare verdissimo. Di fronte, spettacolari, Lanzarote e l’isolotto de los Lobos.

Tanto vento, che inganna e non lascia sentire il bruciore del sole che invece ci scotta come non mai. La cittadina ha case bianche, balconi fioriti, ricorda un po’ la Grecia, stranamente.
La struttura è carinissima, semplice ma curata, spaziosi appartamentini,  un giardino tropicale pieno di fiori e una piscina.

Con una Panda a noleggio giriamo l’isola, cominciando dalle dune spettacolari di Corralejo, di sabbia bianco abbagliante punteggiata di gigli, il mare è smeraldo e il paesaggio alle nostre spalle quasi lunare.
Dall’altra parte dell’isola, dopo aver incontrato La Oliva, villaggio bianco circondato di coni vucanici e con bei monumenti in pietra lavica, troviamo El Cotillo. Suggestiva, con un faro bianco e rosso affascinante proteso sull’oceano, spiagge candide intervallate da rocce nere, piccole baie verdi e turchese.

Calete de Fuste, sulla costa orientale, delude: terribilmente turistica, un agglomerato di residence e hotel e negozi senza più niente di autentico, una spiaggia grigiastra e davanti il nulla. Decisamente Corralejo è un’altra cosa.
Più a sud si attravesano le vallate spettacolari del Malpais e si ritrova l’oceano a Gran Tarajal e Playitas, case di pescatori, tanti fiori e spiagge di sabbia nera.
Ancora più a sud, attraverso scenari grandiosi di coni vulcanici, vallate brulle punteggiate di oasi, si arriva a Las Playas de Jandia, distesa sconfinata di spiaggia bianca dove l’insinuarsi dell’oceano crea disegni surreali.
Più avanti ancora, su strade sterrate, El Cafete: spettacolare e inquietante, scogliere nere che si sprofondano nelle sfumature dell’oceano, che qui forma onde paurose, coni rossi e neri di lava, enormi cespugli di Euphorbia, capre e asinelli sui sentieri scoscesi.

 

Un altro giorno affrontiamo l’ovest, sempre attraverso paesaggi primordiali e valli da cui sembra di veder spuntare i dinosauri. Sulla costa Cueva de Agui, villaggetto di pescatori su una collina prospiciente una spiaggia nera  racchiusa de scogliere anch’esse nere, scavate da grotte come una groviera.
Si rientra all’interno, nel Parque Natural de Betancuria dove la strada si snoda in tornanti infiniti tra montagne rosse a perdita d’occhio fino all’oceano e l’illusione è di salire ad altezze vertiginose, mentre in realtà si superano a mala pena gli 800 metri.
Betancuria, alla fine della strada, è l’antica capitale dell’isola, gioiellino di luce e fiori.

Splendida settimana, Fuerteventura è una meraviglia di natura, ospitalità e gastronomia. Il vento non ti abbandona un istante, ma forse se non ci fosse in estate l’isola sarebbe invivibile per il caldo torrido.

  • Fuerte Malpais
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  • Fuerte Betancuria
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  • Fuerte El Cafete
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  • Fuerte El Cotillo
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A chi mi chiede “Com’ è N.Y., è bella?”  non ho altra parola con cui rispondere, se non “spettacolare”. No, non posso dire che è bella perché i miei criteri estetici in fatto di urbanistica ed etnografia rispondono ad altri parametri. Ma spettacolare sì, perche con questo termine riesco ad esprimere lo stupore, la meraviglia ed anche il piacere che ho provato costantemente nei quattro giorni ( troppo pochi, in verità ) camminando per le strade di N.Y., affascinata dallo “spettacolo” di tutto ciò che avevo intorno.

Ma non mi riferisco solo allo “spettacolo” dei grattacieli, all’ animazione di Chinatown  o di Harlem, alla vita notturna di Times  Square: sono cose risapute, mi riferisco allo stupore provato nel passeggiare in Central Park il sabato mattina  quando fioriscono i primi narcisi di marzo, mentre gli scoiattoli si affacciano tra le foglie e vengono a darti il buongiorno, ed intorno non ci sono rumori di auto che sfrecciano, ma solo tranquilli signori che fanno un po’ di footing o di allenamento in bicicletta,  al piacere di bere un buon caffè ad Eataly in una cornice che va dai grattacieli che si stagliano verso il cielo azzurro della 5° strada,  all’arredamento  tipico italiano del locale che richiama pasta e pizza, e alla folla che si riversa nelle strade di Manhattan il giorno di St. Patrick  - è calcolato che quel giorno fossero 2 milioni i discendenti irlandesi confluiti a N.Y in occasione della festa del Santo Protettore, -  quando tutti indossano un capo di abbigliamento di verde brillante e non si risparmiano boccali di birra!.

Certo,  se vuoi andare indietro nella storia, rimani un po’ deluso, perché le guide ti indicano con un compiacimento degno di un trofeo storico la finestra con l’orsacchiotto della casa che fu di Jaqueline Kennedy, la finestra della camera da letto di John Lennon  e Yoko Ono, o dove hanno abitato famosi attori, come luoghi significativi del passato americano.

Ma poi mi tornano alla mente le immagini delle sculture e dei dipinti del MoMA , la Statua della Libertà che accoglieva i nostri emigranti con la  promessa di un futuro migliore  e  il museo dell’emigrazione dove venivano inizialmente ospitati ... il desiderio di ritornare a New York si fa più vivo.

 

Il soggiorno successivo a Santo Domingo nell’ospitale e curatissimo Iberostar di Baya Hibe, un “quasi paradiso” di fiori, di verde e di animali acquatici, nel trionfo di palme e di mare color turchese dell’isola di Soana e accompagnati dal ritmo allegro e coinvolgente del merengue o della bachata,  ci ha dato la possibilità di riposarci dopo, le camminate infinite di New York!

 

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    New York e Santo Domingo

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    New York e Santo Domingo

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    New York e Santo Domingo

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    New York e Santo Domingo

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    New York e Santo Domingo

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    New York e Santo Domingo

L’hotel, sitato ad Alcala, Tenerife,  è davvero all’altezza delle aspettative, il servizio eccellente e le camere, soprattutto se si trova posto nella zona “adult only”, garantiscono totale relax. Adult only è  una parte dell’hotel  non per famiglie, con piscina dedicata agli adulti e molto tranquilla.
La posizione è splendida, in una delle località più belle dell’isola, vicino alla spettacolare scogliera de Los Gigantes. C’è una bellissima spiaggetta di sabbia nera riservata ai clienti dell’hotel, attrezzata, a pagamento ma a prezzi assai modici.
Molto gradevoli le passeggiate sul lungomare, magnifici e molto ben tenuti i giardini tropicali.
Abbiamo preferito godere dei confort dell’Hotel, la sua attrezzatissima SpA e bella palestra: probabilmente torneremo per poter visitare meglio l’isola.

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SPASIBO RUSSIA  !

Dopo tanti anni d’attesa finalmente io e mia moglie Rosalba dal 19 al 27 Luglio 2013 abbiamo fatto un viaggio in Russia che comprendeva San Pietroburgo, Mosca e un tour di due giorni all’Anello d’Oro (Serghijev Possad, Suzdal e Vladimir).Ci siamo affidati tramite la nostra amica Rosalba Crosetto operatrice turistica alla Metamondo tour operator di Mestre e devo dire che non si poteva fare scelta migliore avendo riscontrato molta professionalità e molta attenzione alle varie problematiche che si presentavano.

Siamo partiti dall’aeroporto di Verona con un aereo della compagnia Mistral appartenente alla Poste Italiane (aerei nuovi e comodi) per San Pietroburgo, dove siamo arrivati verso le ore 23,00 con il sole ancora splendente dovuto al fenomeno delle notti bianche.

La città è bellissima e abbiamo apprezzato in primo luogo il museo dell’Ermitage e la chiesa del Salvatore sul sangue versato, che da soli valgono un viaggio in Russia. La guida locale è stata molto brava a farci apprezzare i monumenti della città e la nostra accompagnatrice Federica si è data da fare nell’organizzarci uscite serali e dandoci consigli su tutto.
Il viaggio è proseguito in treno da San Pietroburgo a Mosca impiegando solamente quattro ore essendoci una linea veloce esistente solo da qualche anno.
La prima cosa che si nota a Mosca è il traffico caotico e tante volte con il pullman per raggiungere il posto dove eravamo diretti, impiegavamo tantissimo tempo.
Mosca è splendida con il suo Cremlino, la Piazza Rossa e la cattedrale di San Basilio ma sinceramente a noi è piaciuta più San Pietroburgo.

Il 23 Luglio siamo partiti per L’Anello d’Oro facendo la prima visita al Monastero di Serghijev Possad che purtroppo era in ristrutturazione per la commemorazione dei 700 anni della nascita  di San Sergio prevista nel Luglio 2014, ma siamo riusciti a vedere quasi tutte le chiese all’interno con affreschi e icone veramente stupendi. In questo luogo colpisce la fede intensa che si percepisce nelle persone del posto specialmente nelle donne che vestono con un abbigliamento particolare (gonne lunghe fino alle caviglie e fazzoletti di seta sul capo) e sembra che il tempo si sia fermato a sessanta anni fa.
Abbiamo proseguito il viaggio raggiungendo la cittadina di Suzdal che è un museo a cielo aperto con le chiese dalle cupole azzurre e monasteri sparsi per tutta la valle.
Un’altra cosa che colpisce visitando i monasteri è vedere i Pope (preti ortodossi) passeggiare con moglie e figli al seguito poiché la religione ortodossa permette loro di sposarsi.

Dopo la visita di Suzdal visitiamo la cittadina di Vladimir con la bellissima cattedrale dell’Assunzione, la cattedrale di San Demetrio e la famosa porta d’oro e in serata facciamo ritorno a Mosca proseguendo la nostra visita anche notturna della città.

Voglio ricordare che gli hotel e i ristoranti sono stati di buon livello e anche la cucina russa è stata di nostro gradimento.

Il 27 Luglio dopo l’ultimo giro turistico per il centro di Mosca raggiunto con la bellissima metropolitana famosa in tutto il mondo, ci siamo diretti sempre attaverso un traffico intenso, all’aeroporto Domodedovo di Mosca e da dove il nostro aereo con una puntualità russa è decollato per Verona ponendo fine al nostro meraviglioso viaggio in terra di Russia.

Spasibo Russia

 

  • Russia Enzo1
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IL ..TOUR “LA CHIAVE DEL GOLFO” E IL MARE A PLAYA PESQUERO
Viaggio effettuato con la collaborazione di Rosalba
 

 Il turista che va a Cuba, naturalmente prima di partire si documenta: la storia, le città, gli usi ed i costumi locali, ecc.. ecc, ma ciò che scopre visitando questa isola è molto di più, è molto al di sopra delle sue aspettative. Almeno così è stato per me (e per le persone che erano con me), anche se per natura sono portata a non credere ciecamente a quanto raccontano le guide turistiche, sia pur qualificate.

Cuba è luce e suono: i suoi colori smaglianti danno vita a tutto ciò che vedi: dal verde brillante e intenso della vegetazione (e la valle di Viñales ne è uno splendido esempio), al colore del cielo ora azzurro terso, ora movimentato da nuvoloni bianchi o grigi che poi si scaricano in rapidi acquazzoni, ai vivaci vestiti delle persone, mentre il  mare assume, a seconda delle ore della giornata, le tonalità più diverse, dall’azzurro al turchese intenso, al violetto, colori che si affacciano su una spiaggia di sabbia bianca, quasi rosata.

Ed è suono, perché ovunque c’è musica: nei cortili delle case, agli angoli delle strade, nei giardini delle città, per non parlare delle case de la trova, dove ragazzi e adulti, uomini e donne e musicisti di professione  danno vita ad esibizioni di musica, di canto e di ballo, e non c’è differenza tra il giorno e la notte.

Anche se la povertà del Paese e le difficoltà economiche dei Cubani sono evidenti, la gente ha una grande dignità anche quando ti  chiede la biro o il sapone, e lo fa con garbo senza infastidire o farti temere lo scippo, così come il modo di vestire, semplice ed essenziale (d’altra parte il clima glielo consente) ti fa capire la cura e…la pulizia della persona.

Certo i loro tempi di azione non sono quelli dei nostri Paesi: è vero, a Cuba non bisogna avere fretta perché i Cubani la fretta non sanno che cosa sia, e portare a Cuba la “nostra” fretta è assolutamente inutile, anzi può rovinare la vacanza!

Ti colpiscono in tutta l’isola, le scritte che inneggiano alla rivoluzione ed al mito del CHE GUEVARA  la cui immagine campeggia ovunque, spesso accompagnata dalle parole di esaltazione di Fidel nei confronti del CHE.  Il Mausoleo di Santa Clara è enorme, imponente e direi eccessivo, ma l’emozione ti coglie (indipendentemente dalle idee politiche che il personaggio ha rappresentato) quando sosti sulla tomba del CHE sulla cui lapide brilla una stella nella penombra del locale  e quando visiti il museo con le testimonianze della sua vita, dalla cartella, alla pagella di scolaro, alle gigantografie delle sue battaglie e dei suoi incontri con i politici.

E torni a casa con le immagini di Trinidad, de La Havana, di Camagϋey nella mente e nel cuore.

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DOPO MESSICO

Al ritorno dal Messico i ricordi più profondi e vivi sono quelli che portiamo nella mente e nel cuore: non occorrono immagini ed oggetti per farli rivivere. Sono gli occhi luminosi dei bambini di San Cristobal, è la voce sommessa della bambina di Palenque che  ti invita, in tono sommesso, a comperare l’amuleto con il tuo segno dello zodiaco, è la voce di Claudio , la guida, che si intenerisce quando racconta la sua abuela  che lo avviato ai misteri della religione e del mondo maya, sono gli splendidi colori dei mercati della frutta e della verdura e dei tappeti. Insomma, non sono i pixel che contano, contano le emozioni

Certo sono anche i monumenti che testimoniano una storia di grandezza ma anche di guerre e di crudeltà tra i popoli della penisola, queste piramidi di pietra che salgono verso il cielo, a cercare … un contatto con gli astri o con le divinità, o con entrambi, dove la grandiosità delle costruzioni fa capire l’idea di grandezza e di potere che le divinità ispiravano agli uomini.

Un viaggio ricco di emozioni e … ! Que viva Mexico! E grazie di cuore da parte mia e dei miei compagni di viaggio a Rosalba che ci ha “mandati” a vivere questa bellissima avventura …..!

 

 

  • Messico Carla2
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