Informativa
Questo sito utilizza cookie per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca sul pulsante "Più informazioni"

Le mie collaborazioni

 

 

 

I viaggi di Aladino

racconti dei miei fantastici viaggi

-------------

Contattami su:

skype2

 mail

 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sei qui: HomePaesi che non ci sono piùC'ERA UNA VOLTA L'IRAQ

C'ERA UNA VOLTA L'IRAQ

IRAQ

6 luglio 1999, ore 15: Rosalba lascia Amman su una vettura 4x4 con due compagni di viaggio e un autista. Missione di lavoro, un lavoro molto diverso da quello che faccio ora e che mi doveva portare a Baghdad. Erano gli anni dell’embargo, l’unica via per arrivare a Baghdad era partire da Amman e percorrere un migliaio di chilometri attraverso il deserto, dopo aver lasciato i telefonini  in cassetta di sicurezza in Giordania. La mia adrenalina era altissima ed i cartelli stradali che indicavano “Iraqi border” me la mandavano alle stelle.
Deserto roccioso, rare dune, tende di nomadi, greggi di pecore nella luce accecante del pomeriggio orientale, migliaia di autocisterne cariche di benzina, alcune pseudo-stazioni di servizio come ultimi avamposti di civiltà e poi davvero “Iraqi border”.  Avevo violato le barriere del più proibito, segreto e misterioso paese della terra, da cui era molto difficile comunicare con il resto del mondo, il paese delle mille e una notte, dove tutto può succedere, come mi andavano ripetendo. E quasi per magia la prima immagine che vidi di Baghdad fu un giardino di palme sotto un’immensa luna  piena,  come nelle illustrazioni dei libri di favole.
Ero lì per lavorare, ma il tempo in oriente non conta, è un’entità astratta molto più relativa che in occidente. Inoltre le temperature estive possono superare anche i 55°C per cui era normale iniziare il lavoro alle 7 del mattino e smettere alle 10, ricominciare verso le 6 di sera, finire attorno alle 11 e cenare a mezzanotte, quando il dolce vento del deserto spirava a soltanto 37-38°C. Dico questo per spiegare che mi rimaneva abbastanza tempo per visitare un poco la città e i dintorni, pur essendo difficile circolare liberamente.

La prima cosa che vidi e che mi permise anche di cominciare a conoscere qualcuna tra le varie persone che divennero poi mie amiche, fu il rifugio, con il  relativo agghiacciante museo, distrutto dal bombardamento del  14 febbraio 1991 e dove morirono più di 1000 persone. Il signore che mi accompagnava mi invitò  a casa sua a conoscere la moglie ed i figli e mi mostrò la foto di una sua figlia, bellissima ragazza di 17 anni, morta in quel bombardamento.
Due ore di libertà un pomeriggio mi portarono invece tra moschee lucenti di smalto azzurro e verde, scuole coraniche, tombe reali, le 400.000 palme di Baghdad e i calderai del suq.
Le nostre cene di lavoro si svolgevano ovviamente in casa di persone abbastanza agiate ed importanti, in un ambiente colto, cosmopolita e multilingue  che era una favola nella favola. Imparai a conoscere le prelibatezze della cucina irachena più autentica e a pasteggiare a Whisky ed Arrak.
Grazie ad una di queste persone riuscii a visitare la mitica Kadamya, la moschea d’oro. Mi venne poi detto che sicuramente ero una dei rarissimi occidentali ad aver violato quelle porte segrete, vestita con un  lungo abito nero  della mia amica, resa quasi indistinguibile da lei. Mille specchi sfaccettati riflettevano gli smalti color del cielo e del mare e le cupole d’oro rifulgevano sotto il sole d’oriente. Il cortile gigantesco ed elegante era gremito di una folla immensa e primordiale che si riversava all’interno e procedeva ad onde, fino al sepolcro del santo da venerare, tra decorazioni di una bellezza stupefacente.  Quasi stordita mquasi storditaQ  i chiedevo se, nel paese dove tutto può succedere, dove nulla è ciò che sembra, in quell’atmosfera calda e carica di odori speziati e di un vocio incessante, fossi davvero io reale e presente o se qualcuno mi avesse fatto un incantesimo e lì in quel luogo ci fosse solo una proiezione di me, mentre la Rosalba in carne ed ossa era rimasta altrove.

Un pomeriggio  letteralmente scappai, presi un’auto con autista per raggiungere Babilonia. Era una giornata estremamente torrida e dopo poco più di un’ora di strada in direzione sud e dopo aver visto le foto  ed imparato molte cose di tutti gli 8 figli dell’autista, raggiunsi un altro mito.
Ero nella città di Hammurabi, ero a casa di Nabucodonosor, sempre più vicina al nocciolo, sempre più vicina alle mie radici più profonde, all’origine della nostra civiltà. Sotto un sole spaventosamente cocente mi facevo guidare  lungo le scalinate e le mura di oltre 4000 anni fa, nella stanza dove morì Alessandro Magno, nei magazzini freschissimi, i primi frigoriferi dell’umanità, in cui veniva portato il ghiaccio dalle lontane montagne del nord tramite l’Eufrate. E poi le migliaia di palme, le fondamenta della torre di Babele, l’Eufrate che scorreva lento: un altro incantesimo del mago della lampada.

Dopo 8-9 giorni la missione di lavoro terminò e ripartìi per Amman un giorno all’alba, riattraversando il deserto verso occidente, cuore e mente arricchiti di emozioni ed esperienze straordinarie, nuove, irripetibili. Un nodo in gola di nostalgia e la convinzione che non sarei mai più ritornata.

Ma mi sbagliavo: ritornai, meno di un anno dopo, questa volta per una vacanza, ospite, con un’amica italiana, di una delle famiglie conosciute durante il viaggio di lavoro.
Vivevamo in un quartiere residenziale di villette basse, stradine tranquille e giardini. La “nostra” casetta, un po’ male in arnese ma decorosa, aveva tre piani, l’ultimo terminava con un grande terrazzo da cui si spaziava sulle abitazioni ed i giardini vicini e su parte di Baghdad.  Al tramonto spesso  oziavamo lassù guardando i morbidi colori del cielo ed i profili dei minareti e delle palme orlati di rosa. Pareva di poter tranqillamente passare con un leggero balzo al tetto vicino, poi al terrazzo seguente pieno di palme e così via forse all’infinito. Alla ricerca di un amore perduto, di un tesoro nascosto o della lampada di Aladino.

Il 21 marzo in Iraq è la Festa degli Alberi, che io ribattezzai la Pasquetta Irachena, si dice che le ragazze vi incontrino l’amore ed è obbligatoria la scampagnata. Partimmo in tarda mattinata, il tempo minacciava pioggia, eravamo un paio di macchine e ci trovammo coinvolti in un ingorgo che nessuna parola può descrivere, con il cielo nero di smog e di sabbia. Miracolosamente riuscimmo tutti a disincastrarci e arrivammo sulle rive del Tigri in una casa di amici di amici situata ai bordi di un meraviglioso palmeto. La mia amica ed io vi fuggimmo alla fine del pranzo. All’ingresso c’era Alja, dolcissima custode degli alberi, che ci aprì cuore, casa e palmeto. Sotto le palme crescevano i banani, i meli erano in fiore e gli agrumi profumavano tanto da inebriare. Alja viveva con il marito e tre cani in una povera casupola sotto il fitto degli alberi, triste anche se rassegnata perché Allah non le aveva mandato figli. Ci offrì il thè nell’unica camera della sua casa, assaggiammo i suoi datteri, dolci e carnosi come ambrosia e ce ne regalò un cesto pieno.
La salutammo mentre finalmente alcuni raggi di sole radente stavano penetrando tra le palme e andavano ad illuminare il Tigri.

Visitammo alcune tra le più belle moschee di tutto il mondo islamico. A nord Samarra con lo stupendo minareto a Ziggurat, di un caldissimo intenso color ocra, sotto un cielo così blu da far male agli occhi. A poca distanza, nella città, la cupola d’oro della moschea sfavillava nel sole e tutti i colori del mondo si fondevano lì, nei minareti e nel cortile popolato di fedeli.
A sud di Baghdad trovammo invece la corona delle tre città sante: Najaf, Kerbala e Kufa, le prime due sfolgoranti di oro e di colori, la terza più semplice e spoglia. Ovunque la folla che pregava, si muoveva a onde e ci circondava, a tratti amica, a tratti un po’ inquietante.

Uno dei luoghi di Baghdad che preferivamo era la zona della Mustansyria, antichissima scuola coranica adiacente al Suq. Quando attraversavamo le sale abbandonate e salivamo sulle mura, Baghdad ci regalava struggenti tramonti sul Tigri.
Il Suq mi regalò invece botteghe di calderai e autentiche caverne di Alì Babà, piene di tesori, oggetti artistici e antichi, tappeti (ovviamente volanti!), argenti, rami…
Scovammo anche il quartiere di Karradi, la Monmartre di Baghdad, pullulante di artisti e atelier di pittori con opere spesso molto graziose.

E sopra a tutto la nostra vita quotidiana: i nostri amici, le ragazze che ci raccontavano le loro università, l’amica di famiglia che mi leggeva il futuro nei fondi di caffè,  l’adorabile perenne confusione di quella casa in cui persone andavano e venivano ad ogni ora e ad ogni ora del giorno e della notte si cenava, la dolce governante Suer, pronta a cucinare polli e capretti anche alle 2 del mattino, il mercato dove compravamo il masgouf, grande pesce del Tigri, un po’ terroso ma saporito, cotto sul fuoco in giardino, la luna piena sulle palme dal tetto della casa, in momenti in cui non mi pareva possibile avere una vita da qualche altra parte del mondo.

Partimmo anche questa volta ed io ero convinta che sarebbe stato un arrivederci, ma anche questa volta purtroppo mi sbagliavo.

NOTA
La grande moschea di Kadamya è stata presa a colpi di mortaio e i marines si sono accampati al suo interno, i minareti splendidi di Samarra sono stati completamente distrutti, Najaf e Kerbala hanno subito gravi danni, ho visto in TV il quartiere di Baghdad dove ho abitato completamente raso al suolo, Karradi è stato oggetto di pesantissimi bombardamenti. Delle persone conosciute so che chi ce l’ha fatta si è rifugiato altrove, in Tunisia o in Giordania, di qualcuno so per certo che è morto e mi chiedo ancora  oggi che fine avrà mai fatto la dolcissima Alja nel suo palmeto sul Tigri.

  • Baghdad1
  • Autore: rosalba
  • Hits: 347
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Baghdad2
  • Autore: rosalba
  • Hits: 352
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Baghdad3
  • Autore: rosalba
  • Hits: 351
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Baghdad4
  • Autore: rosalba
  • Hits: 347
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Baghdad5
  • Autore: rosalba
  • Hits: 356
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Baghdad6
  • Autore: rosalba
  • Hits: 364
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Baghdad7
  • Autore: rosalba
  • Hits: 334
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Baghdad8
  • Autore: rosalba
  • Hits: 346
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Baghdad9
  • Autore: rosalba
  • Hits: 330
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Baghdad10
  • Autore: rosalba
  • Hits: 322
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0

  • Baghdad11
  • Autore: rosalba
  • Hits: 355
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Baghdad casa
  • Autore: rosalba
  • Hits: 402
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Casa
  • Autore: rosalba
  • Hits: 382
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Babilonia1
  • Autore: rosalba
  • Hits: 397
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Babilonia2
  • Autore: rosalba
  • Hits: 375
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Babilonia3
  • Autore: rosalba
  • Hits: 368
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • BabiloniaEufrate
  • Autore: rosalba
  • Hits: 361
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Kerbala1
  • Autore: rosalba
  • Hits: 354
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Kerbala2
  • Autore: rosalba
  • Hits: 354
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Kerbala3
  • Autore: rosalba
  • Hits: 359
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0

  • Kerbala4
  • Autore: rosalba
  • Hits: 375
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Samarra1
  • Autore: rosalba
  • Hits: 394
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Samarra2
  • Autore: rosalba
  • Hits: 398
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Samarra3
  • Autore: rosalba
  • Hits: 400
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Samarra4
  • Autore: rosalba
  • Hits: 407
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Kufa
  • Autore: rosalba
  • Hits: 391
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Najaf
  • Autore: rosalba
  • Hits: 386
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Eufrate
  • Autore: rosalba
  • Hits: 405
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Palmeto2
  • Autore: rosalba
  • Hits: 374
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0
  • Alja
  • Autore: rosalba
  • Hits: 393
  • Voto: Nessun Voto 
  • Commenti: 0

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Altro in questa categoria:

preventivo1

Utenti registrati



Cerca

Iscriviti alla nostra newsletter

Riceverai tutte le novità e le offerte sui viaggi....

Racconti di viaggio dei visitatori

  • Il Viaggio in Messico di Carla F.
    DOPO MESSICO Al ritorno dal Messico i ricordi più profondi e vivi sono quelli che portiamo nella mente e nel cuore: non occorrono immagini ed oggetti per farli rivivere. Sono gli occhi luminosi dei bambini di San Cristobal, è la voce sommessa della bambina di Palenque che  ti invita, in…
  • Viaggio a Cuba di Carla F.
    IL ..TOUR “LA CHIAVE DEL GOLFO” E IL MARE A PLAYA PESQUERO Viaggio effettuato con la collaborazione di Rosalba   Il turista che va a Cuba, naturalmente prima di partire si documenta: la storia, le città, gli usi ed i costumi locali, ecc.. ecc, ma ciò che scopre visitando questa isola…
  • VENTO E SOLE A FUERTEVENTURA di Marina V.
    Alloggiamo a Corralejo, nell’estrema punta settentrionale, dove la spiaggia è nera per le rocce laviche ma la sabbia bianca ed il mare verdissimo. Di fronte, spettacolari, Lanzarote e l’isolotto de los Lobos. Tanto vento, che inganna e non lascia sentire il bruciore del sole che invece ci scotta come non…
  • NEW YORK SPETTACOLARE, BAIA HIBE UN “QUASI PARADISO” di Giancarlo L.
    A chi mi chiede “Com’ è N.Y., è bella?”  non ho altra parola con cui rispondere, se non “spettacolare”. No, non posso dire che è bella perché i miei criteri estetici in fatto di urbanistica ed etnografia rispondono ad altri parametri. Ma spettacolare sì, perche con questo termine riesco ad…
  • Viaggio in Russia di Enzo B.
    SPASIBO RUSSIA  ! Dopo tanti anni d’attesa finalmente io e mia moglie Rosalba dal 19 al 27 Luglio 2013 abbiamo fatto un viaggio in Russia che comprendeva San Pietroburgo, Mosca e un tour di due giorni all’Anello d’Oro (Serghijev Possad, Suzdal e Vladimir).Ci siamo affidati tramite la nostra amica Rosalba…

I paesi che non ci sono più

  • Introduzione
    So che la definizione non è filologicamente esatta: in realtà i paesi che troverete in questa sezione e che ho avuto il privilegio di visitare non sono stati cancellati dalla carta geografica, non hanno cambiato né nome né capitale. Ma sono stati lacerati, feriti, violentati nella loro più intima essenza,…
  • SIRIA
    SIRIA Folgorata Sulla Via di Damasco   E' circa l'1,30 del mattino e dal finestrino dell'aereo vedo le luci di Damasco bucare il deserto. L'avventura è cominciata: due donne sole in Siria con in mano null'altro che un biglietto di andata e ritorno. Per ora Damasco è solo un passaggio, noleggiamo…
  • LIBIA
    LIBIA E’ solo un salto dall’altra parte del Mediterraneo ma è un’avventura in un altro tempo e in un altro spazio. Con un paio di brevi voli e due ore di autobus siamo a Germa, cittadina che fa da porta  all’Acacus. Ospita un minuscolo dolce museo ricco di reperti delle antichissime…
  • C'ERA UNA VOLTA L'IRAQ
    C'ERA UNA VOLTA L'IRAQ IRAQ 6 luglio 1999, ore 15: Rosalba lascia Amman su una vettura 4x4 con due compagni di viaggio e un autista. Missione di lavoro, un lavoro molto diverso da quello che faccio ora e che mi doveva portare a Baghdad. Erano gli anni dell’embargo, l’unica via per arrivare a Baghdad…

Chi è on line

Abbiamo 35 visitatori e nessun utente online